Vai al contenuto

dieta anziani

Una dieta modellata sui criteri base della dieta mediterranea, se soddisfa i bisogni di una persona anziana, non è difficile da identificare.

Le diete equilibrate sono consigliate per tutte le fasi della vita. Negli anziani è ancora più importante per prevenire infezioni, malattie cardiovascolari e metaboliche e per migliorare la loro salute.

Nutrizione dell’Anziano: Idratazione e Micronutrienti
A causa della ridotta sensibilità alla sete, gli anziani tendono a bere meno acqua. Il contenuto di acqua può essere ulteriormente ridotto al verificarsi di determinate condizioni (febbre, terapia diuretica, sudorazione eccessiva). L’acqua deve essere introdotta per via orale oltre che nella sua forma classica a una persona tra i 60 ei 65 anni.

Per porre rimedio alla naturale disidratazione dei tessuti, e per favorire l’eliminazione delle scorie, è indispensabile incoraggiare gli anziani al consumo di liquidi. Per i pasti principali, queste sono le bevande consigliate. (Acqua da bere agli alimenti; spremuta d’arancia fresca, camomilla, tisane, minestre in brodo, vino rosso ai pasti principali).

NUTRIMENTO PER GLI ANZIANI
Una strategia di intervento “soft”, con fattori come fattori fisici, psicologici e dietetici, è l’approccio migliore quando si tratta di persone anziane con varie condizioni. Poiché gli anziani perdono la capacità di svolgere esercizio fisico e mantenere i muscoli, richiederanno meno calorie per il mantenimento del peso rispetto a quelle consumate in età adulta.

Un individuo anziano normopeso con attività fisica moderata necessita di circa 1700 – 2000 kcal, le donne e le persone molto anziane e sedentarie necessitano di meno di 1700 kcal, mentre le persone giovani e attive o le persone sottopeso possono necessitare di 2400 kcal o più.

Il valore biologico delle proteine ​​deve essere elevato – facilmente assimilabile – il che significa che la carne macinata e gli animali giovani dovrebbero essere utilizzati per un fabbisogno proteico adeguato (0,8 g di proteine ​​/ kg di peso corporeo). Si consiglia di consumare pollame (pollo, coniglio, tacchino), così come pesce (anche congelato) perché sono teneri e contengono acidi grassi omega-3, che prevengono l’aterosclerosi. La quantità minima di pesce consumata a settimana dovrebbe essere tre volte.

Generalmente i lipidi non devono superare il 30% delle calorie totali (i grassi saturi devono essere pari a un grasso monoinsaturo per ogni grasso polinsaturo e il colesterolo non deve superare i 300-400 mg al giorno).

Oltre all’acido oleico (monoinsaturo), alla vitamina E e alla buona digeribilità, l’olio extra vergine di oliva (possibilmente crudo) ha benefici nutrizionali per condire e cucinare.

È importante mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue consumando tra il 50-60% delle calorie come zucchero e il 15-20% come carboidrati (generalmente non più di 20 grammi di zucchero al giorno).

Il corpo richiede fibre (25-30 grammi al giorno) come mezzo per mantenere l’apporto nutrizionale. La stitichezza può essere alleviata aumentando il consumo (per alleviare i problemi di stitichezza), ma di conseguenza può verificarsi una perdita nutrizionale.

UNA POPOLAZIONE CHE INVECCHIA CON PROBLEMI NUTRIZIONALI
Numerosi studi su soggetti anziani hanno rivelato che la maggior parte di noi segue diete monotone e incoerenti, con cibi lavorati, overdose di alcol, poco latte, forte assunzione di sale, niente uova, un solo tipo di carne e condimenti eccessivi.

Questa dieta limitata è spesso il risultato di un problema di dentizione che causa problemi di masticazione e alimentazione. Un’altra conseguenza della solitudine negli anziani è un desiderio esagerato di carboidrati, che porta a disturbi alimentari e reazioni avverse ad essi: pasta, riso, dolci (sia per motivi psicologici sia perché facili da preparare).

In questi casi di malnutrizione, il paziente di solito perde peso (una diminuzione significativa se supera il 10% in sei mesi), mostra astenia e ha una bassa resistenza alle infezioni a causa di questi errori alimentari a lungo termine.

L’eccesso di cibo e l’aumento dei sintomi cardiovascolari possono anche derivare da un eccessivo apporto calorico, che può anche causare disturbi digestivi e disturbi della glicemia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.